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La storia di Eddy e suo gemello Cliver oggi su un giornale nazionale [UPDATE]

ArticoloCliverEddy

Oggi 11 novembre 2009 sull’edizione nazionale del “Il Resto del Carlino” è stato pubblicato un articolo a proposito di me e Cliver. Ringrazio il conduttore televisivo di 7 Gold Stefano Gagliardi per l’appoggio che mi ha dato, il giornalista Gianni Leoni che ha preso subito a cuore la nostra storia e ha deciso di pubblicare questo articolo e il mio amico Alberto Pasi per l’ottimo lavoro.

Più avanti pubblicherò un pdf, per ora, se volete leggere la nostra storia cliccate qui

UPDATE: qui sotto il Pdf, se volete scaricarlo cliccate qui

Cliver y Eddy

Dedicado a Cliver y Adriano…

Cliver y Adriano

Muere lentamente quien se transforma
en esclavo del hábito, repitiendo todos los días
los mismos trayectos, quien no cambia de marca,
no arriesga vestir un color nuevo
y no le habla a quien no conoce.

Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamente quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las “íes” a un remolino de emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los ojos,
sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos
y sentimientos.

Muere lentamente quien no voltea
la mesa cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto
para ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos
una vez en la vida, huir de los consejos sensatos.

Muere lentamente quien no viaja,
quien no lee, quien no oye música,
quien no encuentra gracia en sí mismo.

Muere lentamente quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.

Muere lentamente, quien pasa los días
quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante.

Muere lentamente, quien abandonando
un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto
que desconoce o no respondiendo cuando le
indagan sobre algo que sabe.

Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo
exige un esfuerzo mucho mayor que
el simple hecho de respirar.

Solamente la ardiente paciencia hará
que conquistemos una espléndida felicidad.

__________________________________________________________

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Lentamente muore chi evita una passione, chi preferisce
il nero sul bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia l’incertezza per la certezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di sfuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova la grazia in se stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Lentamente muore chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce .

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che, essere vivi
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

Nelle prossime settimane…

Mi y mi hermano

Nelle prossime 2-3 settimana si saprà se finalmente mio fratello può partire per l’europa. Apetto molto questo momento e spero che questa volta tutto vada per il meglio.

La vera storia di Eddypedro e di suo fratello gemello Cliver

hpim0704

Forse molte persone che conosco non lo sanno ancora  ma io ho un fratello gemello.

Siamo nati nella città di Huanuco, una città del centro del Perù nel 1981. Le  gravi condizioni economiche di nostra madre la portatono a dover fare una scelta dolorosa, quella dell’adozione.

Siamo stati adottati da due famiglie differenti, io da una famiglia italiana e mio fratello Cliver da una famiglia peruana.

Quando ci siamo separati avevamo un mese di vita.

Quando mio fratello ha compiuto 16 anni , per motivi lunghi da spiegare, ne è venuto a conoscenza.

Da quel momento si è messo alla mia ricerca riuscendo a rintracciarmi grazie a un mio zio missionario che vive in Perù.

Internet non era ancora così diffuso come oggi e quindi ci scrivevamo lettere a mano.  Ricordo che queste lettere ci impiegavano un mese ad arrivare a destinazione.

Questo scambio epistolare è durato un pò ma poi, piano, piano è andato interrompendosi. Eravamo nella nostra adolescenza e pensavamo a vivere la nostra vita.

Qualche anno dopo, grazie a internet e alle chat ci siamo risentiti. La tecnolgia ci permetteva anche di parlarci e vederci.

Ho visto mio fratello gemello per la prima volta all’età di 25 anni via webcam.

Abbiamo ristabilito i rapporti e, con audio e video ci siamo conociuti più a fondo. Qualche mese dopo sono partito per il Perù dove finalmente, dopo 25 anni potevo abbracciare per la prima volta mio fratello.

Sono stati due mesi fantastici in Perù dove io e mio fratello abbiamo scoperto avere moltissimi punti in comune, non solo per quanto riguarda il carattere ma anche per quanto riguarda il modo di fare, il tipo di camminata e molte altre cose.

Veramente giorni indimenticabili.

Una volta in Italia il nostro desiderio è stata quello di poter un giorno vivere insieme come, appunto, fratelli.

Purtroppo ci hanno detto che la nostra situazione è unica, siamo fratelli di sangue ma non fratelli formalmente, abbiamo cognomi differenti e madri differenti (quelle adottive).

Una vita come fratelli sotto ogni punto di vista non è possibile.

Abbiamo deciso quindi dare la possibilità anche a lui di poter venire in Italia qualche mese. Il problema è che gli stati del sud america e per tutti quelli del cosidetto “secondo e terzo mondo”, ottenere un visto turistico è veramente difficile perchè bisogna rispettare molti requisiti.

Mio fratello Cliver proviene da una famiglia non agiata e questi requisiti non li aveva. Con tanta pazienza siamo riusciti, dopo due anni, a raggiungere quanto richiesto per il visto di turismo e abbiamo presentato tutte le carte all’Ambasciata Italiana in Lima .

Un paio di settimane fà questo visto per turismo ci è stato negato.

Abbiamo telefonato varie volte all’ Ambasciata Italiana in Lima ma non hanno assolotutamente voluto dirci perchè  questo visto ci è stato negato.

Ora, io e Cliver,  ripresenteremo appena possibile la domanda  sperando di poterci riabbracciare ancora una volta molto presto.

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La storia di Eddy e suo gemello Cliver oggi su un giornale nazionale [UPDATE]

ArticoloCliverEddy

Oggi 11 novembre 2009 sull’edizione nazionale del “Il Resto del Carlino” è stato pubblicato un articolo a proposito di me e Cliver. Ringrazio il conduttore televisivo di 7 Gold Stefano Gagliardi per l’appoggio che mi ha dato, il giornalista Gianni Leoni che ha preso subito a cuore la nostra storia e ha deciso di pubblicare questo articolo e il mio amico Alberto Pasi per l’ottimo lavoro.

Più avanti pubblicherò un pdf, per ora, se volete leggere la nostra storia cliccate qui

UPDATE: qui sotto il Pdf, se volete scaricarlo cliccate qui

Cliver y Eddy

Dedicado a Cliver y Adriano…

Cliver y Adriano

Muere lentamente quien se transforma
en esclavo del hábito, repitiendo todos los días
los mismos trayectos, quien no cambia de marca,
no arriesga vestir un color nuevo
y no le habla a quien no conoce.

Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamente quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las “íes” a un remolino de emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los ojos,
sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos
y sentimientos.

Muere lentamente quien no voltea
la mesa cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto
para ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos
una vez en la vida, huir de los consejos sensatos.

Muere lentamente quien no viaja,
quien no lee, quien no oye música,
quien no encuentra gracia en sí mismo.

Muere lentamente quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.

Muere lentamente, quien pasa los días
quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante.

Muere lentamente, quien abandonando
un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto
que desconoce o no respondiendo cuando le
indagan sobre algo que sabe.

Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo
exige un esfuerzo mucho mayor que
el simple hecho de respirar.

Solamente la ardiente paciencia hará
que conquistemos una espléndida felicidad.

__________________________________________________________

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Lentamente muore chi evita una passione, chi preferisce
il nero sul bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia l’incertezza per la certezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di sfuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova la grazia in se stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Lentamente muore chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce .

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che, essere vivi
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

Nelle prossime settimane…

Mi y mi hermano

Nelle prossime 2-3 settimana si saprà se finalmente mio fratello può partire per l’europa. Apetto molto questo momento e spero che questa volta tutto vada per il meglio.

La vera storia di Eddypedro e di suo fratello gemello Cliver

hpim0704

Forse molte persone che conosco non lo sanno ancora  ma io ho un fratello gemello.

Siamo nati nella città di Huanuco, una città del centro del Perù nel 1981. Le  gravi condizioni economiche di nostra madre la portatono a dover fare una scelta dolorosa, quella dell’adozione.

Siamo stati adottati da due famiglie differenti, io da una famiglia italiana e mio fratello Cliver da una famiglia peruana.

Quando ci siamo separati avevamo un mese di vita.

Quando mio fratello ha compiuto 16 anni , per motivi lunghi da spiegare, ne è venuto a conoscenza.

Da quel momento si è messo alla mia ricerca riuscendo a rintracciarmi grazie a un mio zio missionario che vive in Perù.

Internet non era ancora così diffuso come oggi e quindi ci scrivevamo lettere a mano.  Ricordo che queste lettere ci impiegavano un mese ad arrivare a destinazione.

Questo scambio epistolare è durato un pò ma poi, piano, piano è andato interrompendosi. Eravamo nella nostra adolescenza e pensavamo a vivere la nostra vita.

Qualche anno dopo, grazie a internet e alle chat ci siamo risentiti. La tecnolgia ci permetteva anche di parlarci e vederci.

Ho visto mio fratello gemello per la prima volta all’età di 25 anni via webcam.

Abbiamo ristabilito i rapporti e, con audio e video ci siamo conociuti più a fondo. Qualche mese dopo sono partito per il Perù dove finalmente, dopo 25 anni potevo abbracciare per la prima volta mio fratello.

Sono stati due mesi fantastici in Perù dove io e mio fratello abbiamo scoperto avere moltissimi punti in comune, non solo per quanto riguarda il carattere ma anche per quanto riguarda il modo di fare, il tipo di camminata e molte altre cose.

Veramente giorni indimenticabili.

Una volta in Italia il nostro desiderio è stata quello di poter un giorno vivere insieme come, appunto, fratelli.

Purtroppo ci hanno detto che la nostra situazione è unica, siamo fratelli di sangue ma non fratelli formalmente, abbiamo cognomi differenti e madri differenti (quelle adottive).

Una vita come fratelli sotto ogni punto di vista non è possibile.

Abbiamo deciso quindi dare la possibilità anche a lui di poter venire in Italia qualche mese. Il problema è che gli stati del sud america e per tutti quelli del cosidetto “secondo e terzo mondo”, ottenere un visto turistico è veramente difficile perchè bisogna rispettare molti requisiti.

Mio fratello Cliver proviene da una famiglia non agiata e questi requisiti non li aveva. Con tanta pazienza siamo riusciti, dopo due anni, a raggiungere quanto richiesto per il visto di turismo e abbiamo presentato tutte le carte all’Ambasciata Italiana in Lima .

Un paio di settimane fà questo visto per turismo ci è stato negato.

Abbiamo telefonato varie volte all’ Ambasciata Italiana in Lima ma non hanno assolotutamente voluto dirci perchè  questo visto ci è stato negato.

Ora, io e Cliver,  ripresenteremo appena possibile la domanda  sperando di poterci riabbracciare ancora una volta molto presto.

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